Social

Ultima recensione

BUD TRIBE - Eye of the storm (Jolly Roger Records 2013)

article thumbnail

On Stage

Sponsored Links

Banner
Notice
Reportage Live - Iron Maiden
Iron Maiden: Zurigo, 22 giugno 2013 PDF Stampa E-mail
Giovedì 27 Giugno 2013 09:14 Andrea Coppelli   

alt


( 8 Voti )

Il Maiden England tour sbarca sabato 22 giugno 2013 all'Hallenstadion di Zurigo e quale migliore occasione per fare il bis dopo l'entusiasmante calata italica della Vergine di Ferro?! Siamo in cinque a presentarci all'appello, tre dal centro Italia e due 'nordici'. Arriviamo davanti al palazzetto in auto nel tardo pomeriggio, con alle spalle parecchie ore di traffico estivo, e lo spettacolo che si materializza davanti ai nostri occhi è l'immancabile esercito di fedelissimi pronti a riempire gli spalti e, naturalmente, il parterre. Come da prassi, il pubblico è quanto di più eterogeneo ci si possa aspettare. Noto con piacere che se l'età dei nostri sei eroi aumenta inesorabilmente, lo stesso non si può dire per l'età media del loro pubblico, frenata dai giovani fan che vanno ad affiancare quelli più maturi. Guardando negli occhi i primi, possiamo percepire l'entusiasmo e tutte le aspettative di chi si trova al cospetto della band inglese per la prima volta, mentre i secondi hanno quell'espressione sorniona e appagata di chi sa già che cosa li aspetta. E in questo mix di stati d’animo, varchiamo l’ingresso dell'Hallenstadion.

Continua...

 
USA Tour 2012: news e riflessioni da Houston! (SPOILER) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Agosto 2012 10:49 Cristiano Canali   


( 11 Voti )

Il 18 agosto si è tenuto a Houston, Texas, l'ultimo show del Maiden England North American Tour 2012. Tantissimi fan italiani hanno invidiato non poco i numerosi 'colleghi' americani che, quest'anno, hanno avuto il privilegio di assistere ad uno degli spettacoli più adrenalinici di sempre della Vergine di Ferro. Molti hanno ingannato l'attesa scandagliando YouTube in cerca di filmati (possibilmente HD) dei brani più attesi, cioè quelli non eseguiti dal vivo per tanti anni. Alcuni fortunati però, senza aspettare il 2013, hanno avuto il privilegio di essere in prima persona negli USA a godersi le emozioni che solo uno show maideniano riesce a dare. Abbiamo ricevuto via e-mail alcuni commenti particolarmente interessanti, che aumentano a dismisura la voglia di rivedere nuovamente i sei inglesi scatenarsi dal vivo per noi. Li riportiamo di seguito, leggermente riadattati per questa sede:

"Grandi Maiden! La venue era molto bella. Dal pit il concerto è particolarmente emozionante. LO SHOW È MOLTO BELLO, per i dettagli direi forse il più curato insieme al Death On The Road. Tantissimi fuochi, sia fiammate sia fuochi d'artificio veri e propri. Molto bella l'apparizione del conte Michael Kenney (tastierista e tecnico di basso di Steve Harris, NdA) durante 'Seventh Son Of A Seventh Son'. Molto bella anche 'Afraid To Shoot Strangers', rifatta con alcune variazioni da Bruce. I Maiden li ho visti tutti davvero bene. Invecchiano, ma stasera erano pimpantissimi. Bruce e Steve erano fradici e dalla settima/ottava canzone in poi colavano sudore dal fondo dei pantaloni. Mi sono sembrati ancora più in palla di Londra O2 2011. La scenografia è bella, molto azzurra, ma risalta alla grande grazie agli sfondi (che hanno lucine/tinte fluo) e ai fuochi. Mi ha colpito molto la cura che Bruce ha dedicato ai costumi, ne cambia almeno cinque. Durante alcuni brani corrono sugli schermi dei video molto validi (per 'Aces High', il solito degli aerei). Ho visto tutti veramente in forma.
Dalle retrovie vi posso dire che:

- È confermato il tour europeo nell'estate 2013

- I Maiden stanno già scrivendo i pezzi del nuovo album

Bruce non ha detto 'Ci vediamo il prossimo anno' o cose del genere, è stato meno celebrativo rispetto ai nostri show europei".

Ormai è quindi certo che i Maiden calcheranno i palchi europei nell'estate 2013 e giungeranno da noi prevedibilmente nel contesto di qualche festival (molti, tra cui il sottoscritto, hanno sperato fino all'ultimo in qualche show primaverile nei palazzetti, ma quell'epoca sembra davvero terminata, almeno in Italia, nel 2006). È anche emersa, inaspettatamente, la notizia della scrittura di materiale inedito, una pratica piuttosto inusuale per la band, da sempre abituata a gestire separatamente ogni fase del suo lavoro. In attesa di nuove notizie, riprendiamo il conto alla rovescia: la prossima tappa da raggiungere è nientemeno che il primo album solista di Steve Harris! Up The Irons!


La redazione di Eddie's
 
Iron Maiden: London O2 Arena (5-6 agosto 2011) PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Agosto 2011 07:54 MaZZo   

iron_maiden_O2


( 14 Voti )

Ultima frontiera, ultimo atto. Eccovi alcune foto (per guardarle dovete registrarvi gratuitamente al sito) e il reportage delle ultime due date del The Final Frontier World Tour tenutesi a Londra nella bellissima O2 Arena.
Buon divertimento!!!

Approdo a Londra con la certezza che aver organizzato un viaggio con moglie e figlio in corrispondenza di due concerti degli Iron Maiden sia stato un colpo strategico degno del miglior Napoleone. Londra è maledettamente grande, così grande da disperdere abilmente le truppe di fan sopraggiunte per gli appuntamenti londinesi della Vergine di Ferro.

Continua...

 
Iron Maiden @ Sonisphere Festival, Imola: la recensione! PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Luglio 2011 11:18 MrCoppa   

sonisphere


( 22 Voti )

Per chi fosse vissuto su Marte negli ultimi sei mesi, avvisiamo che il giorno sabato 25 giugno 2011 ad Imola, presso l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, si è svolta la prima giornata del Sonisphere Festival, con headliner una certa band chiamata Iron Maiden. Li conoscete?

 

Per voi Marziani, ecco di seguito la recensione di quella che è stata l'ultima discesa italica dei nostri eroi...


Continua... 

 
RECENSIONE: Iron Maiden a Villa Manin - 17/08/2010 PDF Stampa E-mail
Domenica 22 Agosto 2010 07:08 MaZZo   

ironudine


( 57 Voti )

Organizzare l’unica data italiana del The Final Frontier Tour a Villa Manin è stata per molti aspetti una decisione inaspettata e di certo ha generato anche risultati inaspettati.
Passariano di Codroipo non è certamente una metropoli e, sebbene i locali insistano sul fatto che a Villa Manin si sono già svolti molti concerti rock, non ero certo che tutto sarebbe filato liscio con questo evento maideniano.
Arriviamo a Villa Manin con parte della truppa di Eddie’s verso la mezzanotte del giorno precedente il concerto per una perlustrazione. Il palco è montato e stanno provando l’impianto luci.

Continua...

 
07/08/2010 - Sonisphere Svezia PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Agosto 2010 08:48 MaZZo   


07/08/2010 - Sonisphere Svezia

001


( 18 Voti )

HAPPY BIRTHDAY BRUCE! Per festeggiare al meglio i 52 anni del nostro
cantante preferito tre di noi, di certo non nuovi gesta così eroiche per i loro
beniamini, decidono d'abbandonare il suolo italico alla volta della
meteorologicamente incerta Svezia.
Sonisphere Festival, Stockholm, Campus Universitario, 7 agosto. Bruce afferma che siamo 55mila vichinghi.

Continua...

 
05/08/2010 - Wacken Open Air PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Agosto 2010 13:28 MaZZo   

05/08/2010 - Wacken Open Air

001
002
003
004
005


( 13 Voti )

Wacken. Ogni metalhead conosce, anche solo per sentito dire, questo nome; un nome che trascina con sé un alone quasi leggendario, non solo per le esibizioni dei gruppi che vi prendono parte, ma anche per l'atmosfera che si respira in quella che, per tre giorni l'anno, si trasforma da piccolo villaggio tedesco popolato da poche anime in capitale mondiale del Metal.
Se queste sono le premesse, immaginate cosa possa voler dire vivere per la prima volta queste emozioni sulla propria pelle, con un manipolo di amici maiden-fanatici, proprio quando gli headliner della prima serata di festival (denominata non a caso "A night to remember") sono Loro: gli Iron Maiden.
I cancelli dell'area festival si aprono verso le tre del pomeriggio; agli Skyline, che ospitano due istituzioni del metal teutonico come Doro ed UDO, seguono il teatrale Alice Cooper ed i glamster Mötley Crüe: degli antipasti niente male, ma noi siamo lì per la portata principale.
Dalle casse parte la registrazione di Doctor Doctor degli UFO, e qualcuno inizia a versare le prime lacrime di commozione, cantando a squarciagola quella che potrebbe ormai definirsi la "sigla d'apertura" di ogni concerto maideniano.
Dopo alcuni problemi durante l'esibizione dei Mötley Crüe, i maxischermi vengono ripristinati, parte la seconda intro e poi il riff di Adrian: The wickerman ed il concerto hanno inizio. Rimango sorpreso sia da uno stage inusuale (per gli standard maideniani), con un cielo coperto di stelle illuminate come se fossero nello spazio infinito, che per la reazione "fredda" del pubblico teutonico, abituato alla pressa italica... Ma è subito Ghost of the navigator.
Inutile dire che la squadra inglese è in forma smagliante, in tutti i reparti. Con Wrathchild, il sospetto diventa realtà: i tedeschi sono un popolo veramente strano, pronti a festeggiare come pazzi nel campeggio, imbottendosi di birra e dedicandosi alle stranezze più efferrate, per poi rimanere praticamente piantati al suolo senza cantare per tutta la durata del concerto (eccetto l'onnipresente body surfing, praticato anche nei momenti di silenzio); ora capisco la predilezione degli Iron Maiden per i pubblici latini.

Continua...

 
20/07/2010 - Washington D.C. - Jiffy Lube Live PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Agosto 2010 07:27 MaZZo   

20/07/2010 - Washington D.C. - Jiffy Lube Live

dc01
dc02
dc03
dc04 dc05
dc06
dc07


( 20 Voti )

Negli states sono molto diffuse delle venue che chiamano 'pavillion'. Sono una specie di teatri coperti sul soffitto ma aperti ai lati. Qualcosa che in Italia chiameremmo arene ma che non hanno il problema che potrebbe causare una piovuta come quella che è scesa la sera del 20 luglio e che pare abbia funestato diversi Sonisphere in Europa. Insomma, una sorta di Open Air più funzionale, con gli annessi ristoranti fissi, con menu che in America sono ovviamente limitati ad hamburger, hot dog e pizza, e vaste zone relax dove potersi sedere all’ombra. Unico problema di detto tipo di location, è il cosiddetto prato che è sì il più economico, ma si trova troppo in alto rispetto al palco e spesso anche rispetto al tetto e a volte la visuale è totalmente ostruita e si e costretti a vedere lo spettacolo solo dai megaschermi. In ogni caso, sotto tutti gli aspetti, molto meglio del Madison Square Garden di NYC. Il quale a mio parere deluderebbe le aspettative di un europeo che ha già provato Londra. Nonostante il nome altisonante, infatti, il posto è lontanissimo dalle emozioni che può dare l’Earls Court. La venue di New York il giorno dei Maiden era completamente spoglia, non un immagine sugli schermi giganti ne un manifesto fuori che avesse pubblicizzato l’evento che, a dispetto dei vicini, altisonanti e pur belli eventi di Broadway, ha registrato un altro storico sold out.
Washington era l’ultima data del tour nordamericano e, considerata la freddezza della gente che abita in questa zona, non mi aspettavo il pienone che c'è stato.
I Maiden cominciano ad esserci già dalla performance dei Dream Theater i quali, durante una jam session fatta di piccole cover della Vergine, hanno chiamato sul palco il maestro Adrian il quale si e presentato in borghese tra le grida del pubblico. Unico momento di vero calore durante l'esibizione della band americana che dal vivo convince poco anche i suoi stessi connazionali. Cambio palco abbastanza veloce ed è subito Doctor Doctor...
L'Intro: la versione rimaneggiata di 'Mars, Bringer of War', pezzo highlight dell’opera The Planets di Gustav Holst è ancora più potente rispetto a quella usata per il tour AMOLAD più impressionante e l'effetto del primo telone tridimensionale nella storia dei Maiden e l'attacco della riarrangiata The Wicker Man catapulta tutti nella nuova frontiera.
La scaletta, a dispetto delle maldicenze, scorre via meglio di qualunque altra scaletta io abbia mai sentito. Unica nota di disappunto va forse all'inserimento di The Reincarnation Of Benjamin Breeg in una posizione in cui senza dubbio stava meglio qualcosa di più veloce e breve, tipo una Rainmaker. E forse la stessa considerazione andrebbe fatta per Wrathchild che stava a questo tour come Fear Of The Dark stava al tour di Somewhere Back In Time.
A DC ero praticamente sotto al palco, tanto vicino da vedere le espressioni dei volti e tanto comodo da non patire assolutamente l'onda tipica dei paesi latini. È vero, rimanere fermo su pezzi come The Number Of The Beast è stato faticoso ma di sicuro è stato un prezzo equo se rapportato a quanto detto sopra.
I Maiden mettono energia per tutto lo show: Steve è un vero e proprio bagno di sudore, Janick offre la sua chitarra al pubblico che la fa cadere sull'asfalto, Dave tanto preciso da essere quasi noioso, Adrian mai tanto nella parte e Nicko... forget about it!
Bruce era in formissima. Ha il tempo di giocare col pubblico, scherzare sulla tanto cara Casa Bianca. Rendere un omaggio a Dio prima di Blood Brothers in un modo più conciso rispetto a NY dove lo aveva anche simpaticamente schernito per l'invenzione delle corna, ma soprattutto la sirena riesce a prendersi in giro da solo quando, durante Running Free, accenna al coretto "IO IOIOIO" dicendo poi: "tranquilli, non ho voglia di rompervi le scatole con questa cavolata…"
La chiusura, con il riposizionamento del telone di apertura e la lunghissima attesa prima di Always Look… ha fatto sperare tutti in un piccolo regalo per festeggiare la fine del tour americano, ma alla fine è andata bene cosi, in tutto, anche nella scenografia del palco, bellissima, anche se mancante dell'Eddie dietro le pelli.

Matteo Narcisi

 
12/07/2010 - New York, NY - Madison Square Garden PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Agosto 2010 07:06 MaZZo   

12/07/2010 - New York, NY - Madison Square Garden

ny01
ny02
ny03
ny04


( 14 Voti )

L'emozione più forte avuta a NY è stato l'ascolto di Hallowed Be Thy Name.
Per la prima volta nella mia vita di fan mi sono trovato oltreoceano a vivere una canzone che fino a quel giorno era immaginata all'interno del mondo di epicità che i Maiden hanno creato attorno alla loro figura. Tutte le volte che ascoltavo quella canzone dal vivo ai concerti o in studio con le mie cuffie creavo un mondo lontano. Vedevo una situazione simile al Miglio Verde dove le cose che raccontavano i sei facevano parte della storia.
Solo a NY, in una nazione dove la pena di morte esiste ancora, ho realizzato che i Maiden non sono solo epicità. Ma sono epica attuale. Una sorta di contradictio in terminis. Una sineddoche atipica. Un nuovo e strano genere letterario se vogliamo.
Dagli spalti, gran parte della gente che vedevo sotto, il grande Madison Square Garden, sentiva davvero quello che gridava. Non era solo un coro fine a se stesso. Hallowed Be Thy Name era una vera preghiera, di gente che sentiva che anche essa avrebbe potuto percorre il corridoio verso il Gallows Pole. E per la prima volta ho capito a fondo. Ho capito che gli Iron Maiden non sono solo i consolatori di serate strane, conforto delle delusioni o compagni di gioie a volte effimere, gli Iron Maiden, per qualcuno nel mondo, sono esorcisti di paure vere e forse la loro importanza , per qualcuno, diventa davvero vitale.

Matteo Narcisi