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Iron Maiden @ Sonisphere Festival, Imola: la recensione! PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Luglio 2011 11:18 MrCoppa   

sonisphere


( 22 Voti )

Per chi fosse vissuto su Marte negli ultimi sei mesi, avvisiamo che il giorno sabato 25 giugno 2011 ad Imola, presso l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, si è svolta la prima giornata del Sonisphere Festival, con headliner una certa band chiamata Iron Maiden. Li conoscete?

 

Per voi Marziani, ecco di seguito la recensione di quella che è stata l'ultima discesa italica dei nostri eroi...


 

Eddie's era presente all'evento con tutto lo staff ed un bel banchetto 'info/merchandise' di fianco a Tsunami Edizioni, in occasione della presentazione del nuovo libro di Cristiano Canali e Marco Gamba, Iron Maiden dalla A alla Z - Come nessuno ve li ha raccontati prima.

 

Basta con i preamboli, le introduzioni, le chiacchiere, passiamo al momento in cui parte Doctor Doctor degli UFO, oramai il pre-intro degli Iron Maiden da tempo immemore. L'emozione inizia subito a farsi sentire, catapultandoci come ogni volta, in quei ricordi dei concerti passati con la consapevolezza e la speranza che un altro pezzo di storia stia per iniziare.

Le luci si abbassano, un palco parzialmente coperto e buio fino a pochi attimi prima sembra prendere vita tra giochi di luci e maxi schermi (a dire il vero non tanto maxi...) che si accendono dando il via all'intro vero e proprio del concerto. Si tratta di Satellite 15, come prevedibile, ad aprire le danze ed a fare da apripista all'opener del nuovo album, l'omonima The Final Frontier. Si capisce subito che i sei sono in forma e che vogliono dare il massimo come ogni volta, Bruce aggredisce sin da subito il microfono saltando a destra e sinistra, accompagnato da un Harris maratoneta! A mio modesto parere, mi sembra una band con una marcia in più rispetto alla prestazione offerta a Codroipo in occasione dell'ultimo tour l'estate scorsa. La successiva El Dorado sembra rinvigorita, con un appeal maggiore. Il palco è molto simile alle fattezze di quello di Villa Manin, il cielo stellato sullo sfondo, le astronavi che giganteggiano a destra e sinistra, la pedana con i vari loghi S-15 a fare da contorno. Chiuso il capitolo iniziale con i due singoli estratti da The Final Frontier, un richiamo al passato con 2 Minutes To Midnight!

Gli animi dei presenti, si parla di 25.000 metalhead accorsi all'evento, si scaldano sempre più, il coinvolgimento cresce nota dopo nota e nessuno riesce a non rispondere al richiamo di Bruce: "Scream for me Modena!" (poi tramutato nel più appropriato "Imola"!).

Un nuovo brano viene presentato, il mio preferito di The Final Frontier: si tratta di The Talisman. I fondali che cambiano e ruotano in continuazione all'inizio di ogni pezzo ci presentano questa volta un galeone in preda ad un mare burrascoso, ottimo sfondo per quel che confermo essere una bellissima song, sia in versione studio, sia on stage. I cambi di tempo e di enfasi sono da estasi, le chitarre che si placano per poi irrompere con prepotenza, supportate come sempre da una parte ritmica eccezionale, sono la ciliegina sulla torta per The Talisman.

Coming Home, uscita negli USA come promo song di supporto a TFF, parte e da inizio ad un poker micidiale composto da Dance Of Death, The Trooper e The Wicker Man! Da pelle d'oca!

Dance Of Death viene recitata come sempre da Bruce, sarebbe troppo riduttivo dire cantata... non mi stancherò mai di ascoltare questo brano live! Non parliamo di The Trooper e del suo impatto che ha sul pubblico, accompagnata da una prestazione superba di tutta la band e di un Bruce che rispolvera ancora una volta la casacca rossa, sbandierando la Union Jack dalle pedane del palco!

Passata la tormenta di The Wicker Man, il ritmo si abbassa con Blood Brothers e con la nuova When The Wild Wind Blows. La prima avevamo avuto modo di ascoltarla nei tour passati e la garanzia di qualità era stata abbondantemente rilasciata e qui confermata ancora una volta, per quanto riguarda invece la lunga canzone successiva, non avevamo mai avuto modo di imbatterci in sede live: è poesia pura! Bruce sembra molto ispirato e riesce a rapire l'attenzione catturando gli occhi del pubblico tutti su di sé, mentre la lunghezza del brano non va a discapito dell'impatto. Molto bella.

Ancora un tuffo nel passato con The Evil That Men Do, messa ad hoc in scaletta per rialzare il tiro dei brani. Ecco apparire Eddie in versione aliena in tutto il suo splendore, che si cimenta in un duello chitarristico con Janick ed infastidisce tutti i membri della band con i classici caroselli.

Ci avviciniamo, purtroppo, alla chiusura ed è l'ora della mitragliata di vecchi classici. Apre le danze Fear Of The Dark. Negli ultimi anni questo brano datato 1992, è stato diverse volte criticato dai fan in quanto sempre presente in scaletta anche in occasioni non proprio opportune, come per il tour di Flight 666, ma quando Bruce lo annuncia, non c'è persona che non urli e salti! È inutile, dal vivo fa sempre la sua porca figura!
Si passa ad Iron Maiden ed a quello che tutti aspettano, vedere, il nuovo Eddie... i colli si allungano ed eccolo apparire, prima le mani e poi la testa! Un Eddie gigante che può ricordare come tipologia di mostro quello del tour di Virtual XI, con le enormi mani a destra e a sinistra del palco, come ad arrampicarsi e tirar in alto la testa aliena che si gira, digrigna i denti e ci incanta con i suoi occhi rossi luminosi!

Bella la sua uscita prima dei bis, rimanendo in vista con solo gli occhi che spuntano da dietro la batteria, prima di scomparire del tutto, dandoci appuntamento alla prossima volta.

Si rientra con una doppietta classica ed imperdibile: The Number Of The Beast, con un caprone/diavolo che troneggia sulla parte destra del palco, ed Hallowed Be Thy Name, sempre magistralmente interpretata da tutti e sei i nostri beniamini. Un uno-due micidiale da finirsi la voce, rispondendo tutti insieme alla direzione orchestrale di Dickinson. Questa volta si chiude definitivamente, ribadisco il 'purtroppo', con Running Free, la bomba finale a coronazione di una prova eccellente di tutta la band. Stanchi, appagati, sudati e sorridenti, ci dirigiamo zombeggiando e fischiettando verso l'uscita, accompagnati da quello che è ormai divenuto un altro classico dei Maiden in sede live: Always Look On The Bright Side Of Life.

 

Critiche da fare alla band non ce ne sono, li ho trovati grandi come sempre, inutile dire con orecchio certosino che in quell'assolo Adrian ha sbagliato mezza nota nella terza strofa dopo il secondo ritornello prima di dare la doppia pennata! Se andate ai concerti e siete venuti per ascoltare queste cose tralasciando tutto il resto, in stile professore bacchettone, penso che vi siate persi tutto il bello che emerge in queste occasioni. Una critica, però, la muoverei all'organizzazione dell'evento: come si fa a fare un concerto del genere in una location di quel tipo?

Non è lo stesso posto dell'Heineken 2003 di Imola. Quest'anno siamo stati messi in gabbia sul rettilineo principale del circuito con asfalto sotto, cemento a sinistra con tanto di filo spinato, box a destra con alcune panche messe sotto le tettoie a rubare i pochi centimetri di ombra presenti e nemmeno uno straccio di ombra dove potersi mettere a vedere i concerti in santa pace, senza doversi inventare un riparo dal sole.

Vogliamo parlare del prezzo del biglietto? 75,00 Euro senza prevendita, altrimenti sarebbero stati 86,25 Euro e, come se non bastasse, una volta dentro non era possibile uscire. "SOLO IN ITALIA!".

 

Usando una citazione ormai divenuta slogan tra me ed un mio amico, vi saluterò con "Oggi più di ieri e sempre meno di domani... Up The Irons!".


Andrea Coppelli


SETLIST:

Intro: Doctor Doctor (UFO)


01. Satellite 15… The Final Frontier

02. El Dorado

03. 2 Minutes To Midnight

04. The Talisman

05. Coming Home

06. Dance Of Death

07. The Trooper

08. The Wicker Man

09. Blood Brothers

10. When The Wild Wind Blows

11. The Evil That Men Do

12. Fear Of The Dark

13. Iron Maiden

14. The Number Of The Beast

15. Hallowed Be Thy Name

16. Running Free


Outro: Always Look On The Bright Side Of Life (Monty Python)