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VESSEL - Intervista esclusiva PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Gennaio 2013 20:10 MaZZo   

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( 8 Voti )

Eccovi una breve intevista in esclusiva per Eddie's a Jordan Forster, creatore del progetto VESSEL di cui abbiamo parlato alcune settimane fa:

1) Come è nato il progetto VESSEL e quali sono ad oggi i vostri lavori?
VESSEL è un nuovo progetto nato quando mi sono reso conto che nella mia vecchia band non avevo abbastanza stimoli creativi. In passato mi sono divertito molto a suonare la chitarra con tantissima gente ma non ho mai avuto un 'traghetto' per trascinare le mie composizioni. Nessuno dei miei precedenti gruppi ha realizzato una 'major release' e questa è la prima release targata VESSEL.

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1981- 2011: Killer Tour in Italia (Part 3)! PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Maggio 2011 17:23 MaZZo   

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( 20 Voti )

La porzione italiana del Killer Tour si chiude con la data di Milano del 4 aprile 1981.
A dispetto dei molti che attribuivano al 30 aprile i concerti milanesi degli Iron Maiden, essi si sono invece svolti il 4 aprile.
Già, parliamo al plurale, perché i concerti sono stati due. Il primo è stato un concerto pomeridiano, tenutosi al Rolling Stone, che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone.
Il concerto è stato ripreso dalla RAI e successivamente trasmesso in TV. Il secondo concerto si è tenuto sempre al Rolling Stone di Milano, ma alla sera. Siamo in grado di rivivere lo show grazie al pezzo “I watt degli Iron Maiden travolti dalla folla” di Mario Luzzatto Fegiz, apparso sul Corriere Della Sera del 5 aprile. Roboante è stata la prestazione dei Maiden e dei fan accorsi per acclamarli: “Giovanissimi, precisi, teatrali, con un volume sonoro che può portare alla pazzia il non amatore e alla beatitudine il rock-fan, gli Iron Maiden si sono esibiti ieri pomeriggio e ieri sera al Rolling Stone (ex-Studio 54) di Corso XXII Marzo. Lo show pomeridiano era stato in forse fino all’ultimo (c’erano poco meno di 1000 giovani entusiasti). Mentre alla sera (dove c’erano, in qualità di supporters, anche i trascinanti More) il locale è stato letteralmente preso d’assalto. In ogni caso quello degli Iron Maiden è stato uno degli appuntamenti rock più suggestivi della stagione milanese: il loro simbolo è costituito da una maschera terrificante che domina la scena, dietro alla batteria e alle abbondanti percussioni, poste a loro volta su una specie di piramide al centro della scena. Tutto intorno casse di amplificazione: sono tante e così potenti che basterebbero per il Palalido (che può contenere oltre 5000 persone). Invece sono quelle che servono ai musicisti per ascoltare i loro stessi suoni (monitors).
Verso il pubblico si riversano decine di migliaia di watt: a venti metri dalle casse acustiche le ossa cominciano a vibrare e si ha una strana sensazione di solletico allo stomaco (alla fine del concerto abbiamo impiegato più di un’ora per riacquistare un udito normale). Ma il rumore dei cinque ragazzi inglesi (età media 22 anni) ha una precisa architettura, quella martellante dell’heavy metal. E, nonostante l’intensità, si riescono a distinguere i singoli apporti strumentali. A questa trascinante crudeltà sonora si aggiunga un impianto luci ricchissimo, che crea mediante l’abbinata giallo-verde e blu-rosso, una scena da spelonca medioevale.
Con i pennelli luminosi delle spotlight che formano precisi, quasi palpabili reticolati, in perfetta armonia e sincronia con i suoni. Così in un vistoso crescendo si arriva al finale: la maschera terrificante si illumina, sputa fumo dagli occhi e dalla bocca, mentre altre due figure mascherate, ai lati del palco, gettano luce e fumo sul pubblico, rulla la batteria, ululano metalliche le chitarre e i cinque trasgressori che fanno impazzire la gioventù inglese si allontanano fra il delirio dei rock fans che prendono d’assalto il palco. Ed è un divertimento nemmeno troppo caro, visto che gli Iron Maiden percepiscono un compenso inferiore a molte rock star italiane: circa seimila dollari (pari a sei milioni di lire) per ogni spettacolo”.

Vi ricordiamo ancora una volta che queste informazioni provengono dalle ricerche effettuate per il volume Iron Maiden dalla A alla Z: Come nessuno ve li ha raccontati prima, pubblicato da Tsunami Edizioni, il cui lancio avverrà al Live Club di Trezzo sull'Adda il 28 maggio 2011.


La redazione di Eddie's
 
1981- 2011: Killer Tour in Italia (Part 2)! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Maggio 2011 15:59 Heavypen   

torino


( 18 Voti )

Abbiamo parlato nella prima 'puntata' di Sanremo e Reggio Emilia, della fantomatica apparizione di Brescia (se qualche lettore avesse delle informazioni non esiti a contattarci).
Il Killer Tour in Italia è poi proseguito con le date di Gorizia, 2 aprile 1981, e Torino, 3 aprile 1981.
Del concerto di Gorizia è presente una registrazione bootleg e pare affidabile. Per ora non siamo stati in grado di scovare null'altro.
Il concerto di Torino è stato datato anche in alcuni giornali dell'epoca come 13 aprile, ma non vi sono dubbi che lo show si sia svolto il 3 aprile. Lo testimonia una bella recensione con fotografie che appare su Stampa Sera il 4 aprile. Il titolo è altisonante: "Un delirio elettrico con trance". E ancora: "L'assordante «assalto» del rock a ottomila Watt degli Iron Maiden".
Nella review scopriamo che i presenti al concerto erano più di 4000 ("ottocento quasi in stato di trance euforica - una vera e propria ubriacatura da suono - sotto il palco e il resto sparso sulle gradinate, nei corridoi e qualcuno anche fuori") e dalle parole del giornalista traspare la grinta e l'entusiasmo dei presenti: "Sotto un impianto di luci a dir poco fantasmagorico e col Palasport che vibrava come un missile sulla rampa di lancio all'attimo del decollo, Paul Di'Anno, il cantante solista, non si è certo risparmiato, sudando abbondantemente tra un urlo, una serie di salti e diversi vocalizzi, rischiando in più di un'occasione di sparire sotto l'imponente cascata di fumo che copriva il palco e cadeva sui giovani più scatenati delle prime file. Però anche per gli altri quattro componenti di questa «vergine» (che sarebbe meglio chiamare sadica) la fatica è stata identica. Prima della fatidica apparizione finale in carne ed ossa, dei due babau con una specie di faro-aspirapolvere in mano questi ragazzi dell'East londinese hanno suonato senza sosta, come degli indemoniati, i loro motivi di successo". 
Vi ricordiamo che queste informazioni provengono dalle ricerche effettuate per il volume Iron Maiden dalla A alla Z: Come nessuno ve li ha raccontati prima, pubblicato da Tsunami Edizioni, il cui lancio avverrà al Live Club di Trezzo sull'Adda il 28 maggio 2011.
A domani sera per l'ultima puntata!



La redazione di Eddie's


 
1981- 2011: Killer Tour in Italia (Part 1)! PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Maggio 2011 19:14 Heavypen   

Sanremo


( 19 Voti )

Il Killer Tour è passato dall'Italia a cavallo tra i mesi di marzo e aprile 1981.
Gli Iron Maiden provenivano da uno show in Francia, probabilmente a Montpellier.
I tourbook e le cronache hanno per anni fatto risalire i primi show dei Maiden alla data del 30 marzo, in quel di Milano. 

Un'attenta analisi dei giornali di quei giorni ci ha però rivelato uno scenario ben differente. 

La band, a dispetto della quasi totalità delle fonti, ha iniziato il suo tour italiano il 31 marzo 1981, a Sanremo. Gli Iron Maiden hanno suonato al teatro Ariston. Lo testimonia una recensione del concerto apparsa su La Stampa del 1° aprile 1981. Alcuni fan interpellati recentemente ricordano che il concerto inizialmente era previsto per il giorno precedente, ma venne posticipato al 31 per ragioni concernenti la disponibilità del teatro.
La data del 31 marzo a Reggio Emilia, della quale al momento non possediamo evidenze dell'epoca (ma della quale troviamo traccia in diversi bootleg), potrebbe quindi essersi tenuta il 
1° aprile 1981, e non il 30 marzo.
Di un concerto a Brescia, tenutosi apparentemente il 1° aprile, non si posseggono evidenze al momento e le registrazioni 'bootleg' attribuite a quella data non paiono veritiere.

Chiudiamo qui questo primo episodio e vi rimandiamo a domani per ripercorrere le altre date di un mitico tour di 30 anni fa. 


La redazione di Eddie's


 
1981- 2011: alla scoperta del Killer Tour in Italia! PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Maggio 2011 12:52 amministratore   


( 16 Voti )

Fine marzo - inizio aprile 1981. Gli Iron Maiden composti da Paul Di'Anno, Steve Harris, Dave Murray, Adrian Smith e Clive Burr arrivano in Italia. Provengono dalla Francia, paese nel quale si sono esibiti in una breve serie di concerti. È il loro primo tour da headliner in Italia...

Nel corso delle ricerche per il nuovo libro sugli Iron Maiden pubblicato da Tsunami Edizioni, Iron Maiden dalla A alla Z: Come nessuno ve li ha raccontati prima, Marco Gamba e Cristiano Canali si sono imbattuti in alcune gustose scoperte relative a quel tour, che fanno luce, tra l'altro, sulle date vere e proprie che la band ha eseguito nello stivale e ci restituiscono documenti dimenticati dal sapore antico, ma quantomai gustoso. Saremo in grado di offrirvi queste scoperte in anteprima e con una ricca documentazione su www.eddies.it a partire da stasera.
 

La redazione di Eddie's
 
Iron Maiden 2010: Villa Manin e una riflessione... PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Novembre 2010 17:34 Cristiano Canali   


( 7 Voti )

Non si finisce mai di imparare. Volete sapere come gli Iron Maiden mantengono la freschezza e l’appeal di classici come ‘The Trooper’, ‘Run To The Hills’, ‘The Evil That Men Do’ e compagnia bella? È semplice: non li suonano! Da qualche anno a questa parte, la band di Steve Harris predilige una soluzione coraggiosa e ammirevole sotto ogni aspetto: invece di aspettare che, tra una ventina d’anni, il tempo trasformi i brani post reunion in ‘grandi classici’, come è avvenuto persino per alcune canzoni dei traballanti, controversi e spesso criticati dischi degli anni novanta, i sei musicisti si comportano semplicemente come se lo fossero già. E, a mio avviso, mettono a segno l’ennesimo punto vincente.

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The X-Factor: rivalutazione di un piccolo capolavoro PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Ottobre 2010 09:04 Cristiano Canali   


( 7 Voti )

THE X-FACTOR
(Iron Maiden, 1995)
di Cristiano Canali


LA STORIA

Anni novanta. L’epoca di crisi per la scena hard ‘n’ heavy (soprattutto americana) coincide con il momento più buio e rischioso di una delle formazioni più importanti ed amate da critica e fan: Bruce Dickinson, singer e frontman tra i migliori del rock, si è separato dagli Iron Maiden dopo un tour celebrativo ed un ultimo spettacolare show (riservato ai soli iscritti al Fan Club ufficiale) datato 28 agosto 1993. Il bassista/leader Steve Harris, spinto in primis dal chitarrista e compagno di una vita Dave Murray, decide di continuare senza di lui e con rinnovata passione e determinazione si mette alla ricerca di un nuovo vocalist. La band passa in rassegna centinaia di nastri provenienti da ogni parte del mondo e tra i nomi grossi si parla con ricorrenza della presa in considerazione di artisti del calibro di Michael Kiske (Helloween), Doogie White (Rainbow), Andre Matos (Angra), James LaBrie (Dream Theater) e perfino di un improbabile ritorno di Paul Di’Anno. Privilegiando la nazionalità inglese ed un curriculum non troppo ‘pesante’ in termini di esperienza e fama, i Maiden offrono a Blaze Bayley, voce degli apprezzabili Wolfsbane, l’opportunità di entrare a far parte della band. Dopo l’annuncio della rinnovata lineup ed un lungo periodo di lavorazione, il decimo disco della Vergine di Ferro sbarca nei negozi il 2 ottobre 1995 sotto il nome di The X-Factor.

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Rock n'Roll Ribs PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Agosto 2010 07:30 MaZZo   

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( 13 Voti )

Il sud degli States è meraviglioso e anche senza tutta la pubblicità che ha avuto dal cinema e dalla televisione sarebbe stato una meta di viaggio bellissima.
C'e' tutto: la sconvolgente natura delle Everglades e la straordinaria tecnologia di Cape Canaveral. Il sole accecante delle spiagge di Miami e i colori spettacolari dei parchi di Orlando.
La strada percorsa non pesa affatto quando si immagina di raggiungere certi posti e si capisce perché il poliedrico batterista degli Iron Maiden, Nicko Mc Brain, abbia scelto di salutare la pur splendida Londra per decidere di vivere nel cosiddetto Sunshine State. A differenza della terra di Albione, Miami ha quell'influenza latina che la rende più vivibile, ha l' anima passionale del sud vestita di uno splendido ed elegante abito del nord. Del resto chi non amerebbe un posto del mondo dove si può stare con maglietta e pantaloncini 365 giorni l'anno?
Il Rock'n'Roll Ribs si trova a Coral Spring, poche miglia a nord di Miami. Quando si arriva con l'aiuto del GPS, senza negli States sei davvero perso, lo si nota immediatamente, non solo per i caratteri dell'insegna ma anche perché spicca dagli standard americani che vogliono principalmente le grandi catene di ristorazione a far da cornice alle strade. Purtroppo la globalizzazione ha appiattito la tipicità dei locali e dei negozi, anche nell'architettura. Questo da un lato evita sorprese negative, ma dall'altro cancella anche quelle positive e quella avuta a Coral Spring è stata davvero positivissima.
In America i piatti nazionali sono tre: gli arcinoti hamburger e hot dog e le meno conosciute ribs, che altro non sono se non le costolette di maiale spesso condite con salse dolciastre e piccanti.
Al Rock'n'roll Ribs si è preferito quest'ultimo come piatto principale arricchendolo comunque con succosi sides (contorni) e altri tipi di carne arrostita.
Il posto non è molto grande e questo particolare fa in modo che i conviviali vivano un'esperienza più condivisa soprattutto nell'ambito musicale.
Le pareti sono piene, e quando dico piene parlo anche di quelle dei bagni, di cimeli della storia degli Iron Maiden. Premi e Awards di tutti i generi conferiti principalmente a Nicko durante la sua lunga carriera, fotografie e rullanti sparsi ovunque, chitarre, e maschere di Eddie che fanno un po' il verso a tutti gli anonimi e “cheesy” Hard Rock Café del mondo.  A concludere la scenografia una batteria con un flatscreen sullo sfondo che manda in continuazione DVD dei Maiden, e di altri geni della musica metal.
Dopo la carrellata di emozioni ho conosciuto Nathan, manager del ristorante, un ragazzo davvero speciale. Un sorriso sincero e positività profusa.
Abbiamo parlato molto e quando gli ho detto che venivo da DC per vedere il locale quasi si e' commosso, mi ha detto dell'idea di come far partire il locale, della scelta dei menu e della fatica per arredarlo. Abbiamo parlato della clientela che, a dispetto dei pregiudizi, non e' esclusivamente formata da metalheads, tutt'altro. Durante il giorno il locale e' frequentato anche da uomini di affari che preferiscono l'originalità alla piattezza di una catena. Il locale funziona bene e a fine serata si arriva sempre con le scorte al minimo.
Dopo la chiacchierata ho preso posto e mi è stato portato il main course: l'Appetite of the Beast vale a dire una costata e mezza di maiale, mezza libbra di maiale e manzo, mezzo pollo, patatine, fagioli, cavoli crudi, pannocchie bollite e pane tostato all'aglio. Il menu parla anche di un antiacido finale che pero non ho voluto... Una vera terzinata delle papille e i sensi sono andati in estasi quando l'udito e la vista hanno percepito che Churchill stava per dare il via alla Aces High del Volo 666. Una vera esperienza a cinque sensi che per un fan dei Maiden diventa a sei quando si va a toccare quella passione che è nell'animo di chi vive per questa arte e di chi sa quanto ragione avesse Stendhal nella descrizione della sua Sindrome che nei tempi moderni non rimane più circoscritta alle sole opere statiche. Forse esagerazione ma del resto “se devi chiederlo non lo saprai mai!”
Prima di andare via e complimentarmi ho salutato ancora l'amico Nathan sulle note di Run to the Hills, mentre la mia mente immaginava le vaste praterie del nord e le mie gambe bramavano di percorrerle, ma questa e davvero un'altra storia.

Matteo Narcisi

 
THE FINAL APPETIZER - Il nuovo album degli Iron Maiden traccia per traccia! PDF Stampa E-mail
Sabato 31 Luglio 2010 16:38 Cristiano Canali   


( 26 Voti )

Con estrema disponibilità e cordialità, EMI Italia ha dato la possibilità a EDDIE’S di sentire The Final Frontier una ventina di giorni in anticipo rispetto all’uscita nei negozi di tutto il mondo: l’interesse e la curiosità erano ovviamente alle stelle e poter scoprire traccia dopo traccia il quindicesimo studio album della propria band preferita su un impianto audio di tutto rispetto, negli uffici di quella che è, a tutti gli effetti, la fabbrica di tanti anni di emozioni in ogni supporto audio/video esistente, è stata un’esperienza emozionante e anche un po’ intimorente.

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