Social

Sponsored Links

Banner
Notice
Kamelot - Poetry For The Poisoned (CD) - 2010 PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Settembre 2010 09:18 Heavypen   


( 9 Voti )

Siamo al nono capitolo della saga discografica dei Kamelot! La band ha saputo negli anni confermarsi a buoni livelli e questo disco per molti deve consacrare il gruppo fra le stelle del firmamento del Power Progressive Metal.

Per tranquillizzare i fan del gruppo, posso subito dire che i tratti distintivi del passato dei Kamelot ci sono pressoché tutti: sinuose melodie vocali e grande dinamicità strumentale, maestria musicale, valido songwriting e sonorità che si muovono tra l’epico e il progressivo. C’è anche qualcosa di nuovo! Un’aura tetra e sperimentale che sorprenderà non poco chi è affezionato al power metal più classico. Gli elementi operistici sono chiari e dichiarati fin dal trittico di apertura, 'The Great Pandemonium', 'If Tomorrow Came', 'The Zodiac'. In quest’ultima anche un cameo di Jon Oliva (Savatage/Trans Siberian Orchestra), la cui voce stridente splendidamente contrasta con la tonalità di quella di Roy Khan. Si ritorna a una struttura più classica con la successiva 'House On The Hill', in cui a duettare con Roy Khan è Simone Simons (Epica). Da questo brano (e poi in 'Necropolis' e 'My Train Of Thoughts') si rientra nei canoni più classici del repertorio Kamelot. Sonorità power che spesso lasciano spazio alla melodia e belle linee vocali (ma un po’ di sperimentazione non manca mai). E’ chiaro anche come la band non voglia abbandonare la teatralità evocata dalle composizioni degli ultimi due album. E’ tempo poi per la piccola suite che dà il titolo all’album. 'Poetry For The Poisoned' si snoda in quattro parti: 'Incubus', 'So Long', 'All Is Over' e 'Dissection'. Bellissimo il duettare tra Khan e la Simons (per altro da anni legata al polistrumentista Oli Palotai, che nei Kamelot suona le tastiere) in 'So Long' e 'All Is Over'. La quarta composizione della suite (come in parte quella di apertura) ‘libera’ le chitarre e ci fa sentire ancora una volta che questa band ha anche i numeri dal punto di vista tecnico per giocare un ruolo importante sulla scena power. Si chiude con 'Once Upon A Time' e con la bonus strumentale 'Thespian Drama', che sintetizza un po’ la voglia della band di mettere in gioco il proprio virtuosismo tecnico in stili metallicamente diversi. Un album malinconico e oscuro, che vede tra gli ospiti anche Gus G. (Ozzy, Firewind) in 'Hunter’s Season' e Björn 'Speed' Strid dei Soilwork. Certamente un disco valido che può consolidare la fama dei Kamelot nella scena power metal e può aprire nuove porte verso gli amanti del metal progressivo.