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Maiden England '88: la recensione di Eddie's! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Marzo 2013 12:28 MaZZo   
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( 33 Voti )

Modena. Arena della Festa de l'Unità. Era il settembre di 25 anni fa quando i Maiden sbarcarono per la prima volta in Italia come headliner di un grande festival. Qualcuno direbbe: "Allora sì che la sinistra italiana sapeva guardare lontano…". Per lo zoccolo duro dei fan italiani di oggi quello è stato il primo show della Vergine a cui hanno partecipato. E forse per questo motivo l'uscita di questo terzo capitolo della History degli Iron Maiden è per molti aspetti attesissima ed importante. Qualcuno ha storto il naso di fronte alla resa visiva della trasposizione di Live After Death, qualcun altro avrebbe voluto un capitolo interamente dedicato al Somewhere On Tour (sebbene fosse ovvio che dopo il capitolo Live After Death sarebbe toccato a Maiden England). Ebbene veniamo a Maiden England '88, che recensiamo per voi nella versione in DVD.

Il primo dischetto parte con un menù semplice che riprende il disegno di copertina (e che segna anche il tour Maiden England che sbarcherà a Rho l'8 giugno 2013). Fin dalle prime note di 'Moonchild' è inevitabile il ritorno alle emozioni della videocassetta di Maiden England che molti di noi hanno consumato. La qualità del video si giova di un lavoro certamente attento e molto accurato fatto dai tecnici. Via via che scorrono le immagini di 'The Evil That Men Do', 'The Prisoner', 'Still Life' e 'Die With Your Boots On' capiamo che in alcuni tratti la qualità dell'immagine è veramente eccellente, in altri (soprattutto quando gli artisti sono irradiati da luce rossa o blu) il miglioramento è leggermente inferiore, a causa ovviamente della resa visiva dei nastri originali. La parte audio è stata ottimamente restaurata e sapientemente manipolata (nel senso buono del termine) dal fidato Kevin Shirley. L'audio è davvero ottimo ma anche il video è pienamente godibile. La tanto amata 'Infinite Dreams', la primitiva 'Killers' e poi 'Can I Play With Madness', 'Heaven Can Wait' e 'Wasted Years', 'The Clairvoyant' e poi la mastodontica 'Seventh Son Of A Seventh Son'. Questo brano vi manderà in visibilio durante il nuovo tour. È sorprendente vedere come nello show del 1988 la band fosse stata capace di inserire nello spettacolo elementi di grande impatto scenico, ma quando vedrete la versione del 2012 di questo pezzo siamo certi che vi verranno le palpitazioni. Lo show, come noto, prosegue con 'The Number Of The Beast', la mitica 'Hallowed Be Thy Name' e con una eccellente versione di 'Iron Maiden'. Giungiamo alla ciliegina di questo DVD, i tre bis per la prima volta inclusi in tutto il loro splendore visivo: 'Run To The Hills', 'Running Free' e 'Sanctuary'. La qualità sonora è ottima, la qualità visiva è solo quasi impercettibilmente inferiore rispetto al resto. Giustizia è fatta!

Il secondo DVD si apre con l'atteso documentario di questa terza release della storia degli Iron Maiden. Dal punto di vista documentale il filmato è ben fatto. Qualche foto sfiziosa, degli inserti in cui Steve, Bruce, Adrian, Nicko e Dave rilasciano gustose dichiarazioni su quel periodo della vita della band. L'uscita forse più pepata è quella in cui Steve dice che Bruce, dopo il World Slavery Tour, era pronto per il manicomio. Non manca un cammeo di Rod, che spiega le sue 'colpe' nel non aver consentito di registrare in modo dignitoso un intero concerto del Somewhere On Tour.
I filmati delle interviste costituiscono solitamente un quarto dello schermo, nel resto si alternano brevi clip e morphing di immagini del periodo '86-'87 prima e '88 per finire. Per la gioia di molti, ci sono i sottotitoli in italiano.

Seguono altri contenuti quantomeno interessanti! Si parte con un'altra trasposizione in DVD. Questa volta parliamo di una VHS a cui molti di noi sono molto affezionati: 12 Wasted Years. Si tratta di un filmato di circa un'ora e mezza. Probabilmente potremmo catalogarlo come il primo tentativo degli Iron Maiden di percorrere la loro storia e certamente riempie, almeno temporalmente, la lacuna lasciata dall'assenza di un concerto registrato nel 1986-87.
Vi sono molti spezzoni interessanti che ricalcano i progressi degli Iron Maiden dagli esordi al tour che seguì a Somewhere In Time. L'audio anche in questo caso è stato restaurato, ma con una resa un po' inferiore a quella della main feature di questo pacchetto. I brani che si trovano in 12 Wasted Years vanno da 'Stranger In A Strange Land' a 'Women In Uniform', da 'Children Of The Damned' a 'Total Eclipse', a 'The Trooper'. Una menzione particolare va dedicata allo spezzone di 'She's A Roller' che vede Adrian Smith negli Urchin, nel suo periodo pre-Maiden. A questo punto, fatto un salto indietro di 25 anni, riportate alla nostra mente tante memorie e un po' di nostalgia, c'è tempo per concludere in semi-trance con i promo video di 'Wasted Years', 'Stranger In A Strange Land', 'Can I Play With Madness', 'The Evil That Men Do' e 'The Clairvoyant'.

Questo DVD è un souvenir dal valore inestimabile per coloro che hanno scoperto i Maiden nella metà degli anni ottanta. Un pezzo della nostra giovinezza, una solida radice forse di quello che per noi significa essere oggi fan degli Iron Maiden.
Buona visione!


La redazione di Eddie's