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En Vivo! - REVIEW PDF Stampa E-mail
Domenica 25 Marzo 2012 09:26 Marco Gamba   

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( 18 Voti )

Qualcuno commenterà certamente che non si sentiva uno smodato bisogno di un nuovo live degli Iron Maiden. Questo è probabilmente vero, almeno per tutti coloro che non sono disperatamente e irrimediabilmente infatuati della Vergine di Ferro. Per questi ultimi, invece, ogni occasione è buona per cercare di saziare la loro fame di Maiden, e sono ancora loro quelli che, quando la band alcuni anni fa annunciò che avrebbe registrato almeno uno show di tutti i tour a venire, ebbero un fremito orgasmico che li portò oltre i limiti del decoro.
Ebbene, siamo di fronte ad un nuovo live degli Iron Maiden, En Vivo!, registrato a Santiago del Cile durante il The Final Frontier World Tour. La scaletta proposta nello show nel nostro paese ha fatto storcere il naso a più di una persona, ma sembra andare liscia come l’olio in questa caldissima serata cilena.

In realtà la selezione dei brani è una prova di forza della band britannica, che accantona deliberatamente molti classici in favore di pezzi più recenti, prevalentemente estratti dagli album successivi al ritorno di Bruce e Adrian nei ranghi del gruppo (ben 8 su 16, un rigoroso 50%). Lo spazio riservato ai brani dell’ultimo album è altrettanto importante (‘The Final Frontier’, ‘El Dorado’, ‘The Talisman’, ‘Coming Home’ e ‘When The Wild Wind Blows’) e la capacità dei Maiden di proporre i loro ultimi lavori dal vivo è certamente un fattore decisivo per la longevità degli Iron Maiden e un elemento cruciale del loro apparentemente inesauribile successo. Fra i pezzi post-Ed Hunter, troviamo ‘Dance Of Death’, ‘The Wicker Man’ e ‘Blood Brothers’. Non me ne vogliate, ma penso che il primo sia il più debole dei tre e quello destinato ad andarsene per primo dalle setlist dei futuri show maideniani. ‘The Wicker Man’ brilla sempre di più come un piccolo gioiello: potente, rapida e incisiva come una canzone dei Maiden deve saper essere. Forse per la prima volta in En Vivo! assume i contorni di un classico. Un discorso simile vale anche per ‘Blood Brothers’, un brano che è divenuto la bandiera degli Iron Maiden nel nuovo millennio e che fa le veci di singolo (allorquando i singoli non esistono praticamente più nella loro incarnazione tradizionale) per questa release dal vivo. C’è anche spazio per i classici targati anni ottanta. L’immancabile 'Iron Maiden', la rediviva ma sempre emozionante ‘2 Minutes To Midnight’ (che secondo me non dovrebbe mai mancare in un concerto dei Maiden), l’immarcescibile ‘The Trooper’. Benzina sul fuoco per i fan più datati e per coloro che si sono 'distratti' dopo Live After Death.
In ordine di 'apparizione' il set va terminando con una triade rodatissima e accolta in modo calorosissimo dal pubblico cileno: ‘The Evil That Men Do’, ‘Fear Of The Dark’ e ‘Iron Maiden’. Durante ‘Iron Maiden’, l’uscita del grande Eddie celebra ancora una volta la grandeur immaginifica di uno show dei Maiden. Il climax, la congiunzione sul palco della band con il suo settimo membro, un’icona che si nutre della musica degli Iron Maiden e che si spinge ben oltre la stessa.
A questo punto la prestazione della band, a mio parere, diviene ancora più fluida (nel nome di “raga, l’abbiamo portata a casa anche questa volta”) e con estrema naturalezza i nostri sfornano il colpo letale per le coronarie della folla urlante: ‘The Number Of The Beast’, ‘Hallowed Be Thy Name’, ‘Running Free’.
È un tripudio di sudate membra che si agitano scompostamente, bocche aperte, voci roche che rivolgono gli inni più disperati verso il palco. È finito un altro concerto dei Maiden. Un concerto che, per fortuna nostra, rimarrà catturato nei media ottici di nuova e vecchia generazione, un concerto che arricchirà i nostri scaffali di un nuovo pezzo della storia di Eddie e dei suoi Boys.
Le riprese sono di qualità eccellente, lievemente diverse da quanto abbiamo visto in passato (e questa è una cosa buona), ma bene equilibrate sia come 'copertura' dei sei membri della band, sia come bilanciamento nel mostrare pubblico, intero palco, singoli artisti e virtuosismi tecnici. Le immagini sono proposte spesso con una visione multicamera, che sono certo non piacerà a tutti, ma che a mio parere rende giustizia al grande spettacolo che i Maiden offrono sul palco. Il multi-cam è ben gestito e cattura con dovizia di particolari i virtuosismi della compagine maideniana. Non ci sono molti altri fronzoli, ma si può davvero godere l’intensità di un concerto degli Iron Maiden. Non è completamente chiaro quale sia stato il ruolo di Banger Films (che ha curato Flight 666) ma le redini della regia sono state saldamente in mano ad un fedelissimo del management Iron Maiden, Andy Matthews. L’audio è buono, ma di certo Kevin Shirley ha dovuto fare gli straordinari. Si intuisce, infatti, che le registrazioni della voce di Bruce in avvio e chiusura del concerto non fossero eccellenti. A garanzia del marchio di fabbrica Iron Maiden, si evince dalle note che Steve Harris abbia avuto nuovamente l’ultima parola su tutto.
I contenuti bonus sono molto interessanti. Il lungo documentario ‘Behind The Beast’ ci accompagna dietro le quinte di questo nuovo tour, dalla decorazione del nuovo aereo ‘Ed Force One’ alle formalità aeroportuali, dalla logistica del trasporto palchi alle calorose accoglienze dei fan di tutto il mondo. I contributi degli Eddie’s Boys non mancano, ma Bruce e Steve giocano i ruoli principali. Bello il coinvolgimento dell’intero entourage nel narrare le vicende del backstage e di tutto quello che precede il fatto che possa esistere un backstage! Eccezionale anche l’idea di inserire come bonus l’intro che veniva proiettata sugli schermi come apertura dello show (speriamo che prima o poi emerga anche quella dell’Ed Hunter Tour).
Le ciliegine sulla torta sono la versione estesa del videoclip promozionale di
‘Satellite 15... The Final Frontier’ e il ‘Making Of’ del medesimo.
En Vivo! è globalmente un prodotto eccellente, che ci propone gli Iron Maiden, ancora una volta, in una forma tale da non dover temere confronti con nessuno. Un’altra prova di forza da parte di una delle band più solide del pianeta Terra. E il confronto con le altre galassie è appena iniziato... !!!

Marco Gamba


Si ringrazia: Emi Music Italy


La redazione di Eddie's